BASSORILIEVI

  Scultura scaramelliana  

  Home page  
  Monumenti Scaramelliani Mappa del sito  
  Scultura cimiteriale    
  Di cosa ci occupiamo    
  Dove siamo    
  E-mail    
       
       
       
       
       
       
 

Scaramella Studio di Scultura

 
Questo studio si occupa della progettazione e della realizzazione di opere scultoree in marmo, bronzo, ecc. nel campo della scultura monumentale (monumenti per enti pubblici e privati), della scultura cimiteriale (tombe di famiglia, soggetti religiosi), della ritrattistica modellata (attraverso la ricostruzione tridimensionale dal vivo o da fotografia), della scultura da giardino (fontane, animali, ecc.), dell'architettura da interno e da esterno, dei camini artistici.
 
www.laboratoriodiscultura.it
www.scaramellastudiodiscultura.com
www.gipsoteca.net
www.frontmuseo.it
www.laboratoryofsculpture.com
www.chalkstatues.com
www.laboratoiredesculpture.com
www.laboratoriodiscultura.com
www.gypsothèque.eu

La tecnica della fusione nei bassorilievi in bronzo: è da sempre il procedimento più usato dallo scultore per ottenere bassorilievi in bronzo dalle forme complesse. Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia, fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo, nel quale raffreddandosi, si solidifica il bassorilievo in bronzo. In  seguito, il metallo viene estratto dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma del bassorilievo in bronzo desiderato. Per i bassorilievi in bronzo si  distinguono due metodi di fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta  di realizzare delle riproduzioni in bronzo di bassorilievi esistenti in altri materiali (gesso, argilla  ecc.) che devono essere prima stampati e poi riprodotti. Nel metodo diretto il bassorilievo viene realizzato subito in cera, che sarà  persa durante la cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a esemplari unici di bassorilievi in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario, di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo del bassorilievo originale. La fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate, delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di copie. Il modello di cera viene circondato da uno stampo in materiale refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. Il bassorilievo in bronzo viene estratto distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia: l’impronta del modello del bassorilievo in bronzo da realizzare viene presa con sabbie silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. Il bassorievo in bronzo viene sformato con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di tirare un gran numero di bassorilievi in bronzo. Le tecniche menzionate sono in uso fin dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione per i bassorilievi in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione: La fusione con modelli in polistirene: Il modello per il bassorilievo in bronzo viene realizzato in polistirene  espanso. Viene stampato, sia a sabbia o a stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti. Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine, per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello, scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà il bassorilievo in bronzo. La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato per più bassorilievo in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione: processo ideale per piccoli bassorilievi in bronzo che esigono molta precisione. Il metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere applicate per i bassorilievi in bronzo in modo artigianale. La fusione di un bassorilievo in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in gesso - tiratura di una copia del bassorilievo in cera - installazione di un’anima refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sul bassorilievo di cera - realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il raffreddamento - la rifinitura del bassorilievo in bronzo. I bassorilievi in bronzo di piccole dimensioni possono essere colati pieni, mentre i bassorilievi in bronzo più grandi saranno vuoti per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e quindi il costo del bassorilievo in bronzo - per ridurre il peso del bassorilievo in bronzo - per la solidità: in effetti un bassorilievo in bronzo vuoto è più solido di uno equivalente ma pieno - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa dei bassorilievi in bronzo: questo processo, che è il più antico, era già conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica greca con una notevole produzione di bassorilievi in bronzo, così come nel Rinascimento italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la statua in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale perché la maggior parte degli scultori per la fusione dei loro bassorilievi in bronzo si rivolgevano a fonderie specializzate, al quale affidavano il loro modello originale in gesso o argilla. Il metodo indiretto: viene utilizzato quando si desidera riprodurre un bassorilievo in bronzo gia realizzato in altri materiali, eccetto la cera. Lo scultore deve, prima di tutto, fare uno stampo del bassorilievo da riprodurre. Una volta terminato lo stampo, che potrà essere in gelatina, oppure in gesso composto da più elementi o in caucciù silicone, gli si colerà dentro la cera.