BUSTI
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studio si occupa della progettazione e della realizzazione di opere scultoree in
marmo, bronzo, ecc. nel campo della scultura
monumentale (monumenti per enti pubblici e privati), della scultura
cimiteriale (tombe di famiglia, soggetti religiosi), della ritrattistica
modellata (attraverso la ricostruzione tridimensionale dal vivo o da
fotografia), della scultura
da giardino (fontane, animali, ecc.), dell'architettura da
interno e da esterno, dei camini artistici. |
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La
tecnica della fusione nei busti in bronzo: è da sempre il procedimento
più usato dallo scultore per ottenere busti in bronzo dalle forme complesse.
Questa tecnica possiede svariate modalità d’applicazione: fusione a sabbia,
fusione a cera persa, ecc., ma tutte sono basate su uno stesso principio
generale. Il metallo viene portato in un crogiolo a temperatura di fusione; una
volta raggiunta la liquefazione, esso viene versato in uno stampo negativo, nel
quale raffreddandosi, si solidifica. In seguito, il metallo viene estratto
dallo stampo per essere rifinito e cesellato a freddo conferendogli la forma del
busto in bronzo desiderato. Per i busti in bronzo si distinguono due metodi di
fusione: diretto o indiretto. Per quest’ultimo si tratta di realizzare
delle riproduzioni in bronzo di busti esistenti in altri materiali (gesso,
argilla ecc.) che devono essere prima stampati e poi riprodotti. Nel metodo
diretto il busto viene realizzato subito in cera, che sarà persa durante la
cottura dello stampo, prima della colata del metallo. Questo processo dà luogo a
esemplari unici di busti in bronzo. La tecnica indiretta, permette al contrario,
di ottenere più esemplari, a partire dallo stampo del busto originale. La
fusione a cera persa: questa tecnica si applica a sculture complicate,
delle quali si desidera ottenere un unico esemplare o un numero limitato di
copie. Il modello di cera viene circondato Da uno stampo in materiale
refrattario, poi eliminato in seguito alla fusione. Il metallo fuso è quindi
colato nello stampo e prende il posto di quello della cera. Il busto in bronzo
viene estratto distruggendo lo stampo. La fusione a sabbia:
l’impronta del modello del busto in bronzo da realizzare viene presa con sabbie
silicoargillose che vengono premute contro di esso in un telaio. Il modello
viene tolto dallo stampo prima di iniziare la colata. Il busto in bronzo viene
sformato con l’inevitabile distruzione dello stampo. Questa tecnica permette di
tirare un gran numero di busti in bronzo. Le tecniche menzionate sono in uso fin
dall’antichità; attualmente si sono aggiunte ad esse nuovi processi di fusione
per i busti in bronzo. Tra queste sono da tenere in considerazione: La
fusione con modelli in polistirene: Il modello per il busto in bronzo
viene realizzato in polistirene espanso. Viene stampato, sia a sabbia o a
stampo refrattario, poi il metallo viene colato direttamente senza togliere il
modello. Questo perché il polistirene, al contatto con il metallo fuso, fonde
istantaneamente e si volatilizza. Sia il modello sia lo stampo andranno perduti.
Il processo di “Shaw” (ceramic-shell casting): messa a
punto in Gran Bretagna nel 1938 dai fratelli Shaw. Consiste nell’utilizzare una
miscela di silicato di etile, di acqua e di materiale di refrattario molto fine,
per la fabbricazione dello stampo. La miscela viene colata a più riprese, fino
ad uno spessore da 6 a 13 mm. Quindi viene eliminata la cera del modello,
scaldando lo stampo che verrà esposto a fiamma viva per eliminare gli elementi
non refrattari. Dopo la colatura del metallo si otterrà il busto in bronzo.
La fusione in stampi carapace: consiste nell’utilizzare, per la
realizzazione dello stampo, una sabbia silicea a grana fine, agglomerata con una
resina termoinduribile. Lo stampo, di piccolo spessore, può essere utilizzato
per più busti in bronzo. La fusione per centrifugazione ed iniezione:
processo ideale per piccoli busti in bronzo che esigono molta precisione. Il
metallo viene fuso tramite induzione (procedimento speciale che combina capi
magnetici e rotazione del crogiolo) poi, quando la temperatura ottimale è
raggiunta, viene iniettato nello stampo. Queste quattro tecniche di fusione sono
soprattutto utilizzate industrialmente ma possono entro certi limiti, essere
applicate per i busti in bronzo in modo artigianale. La fusione di un
busto in bronzo viene fatta in varie tappe: stampaggio del modello in
gesso - tiratura di una copia del busto in cera - installazione di un’anima
refrattaria - installazione di condotti d’aria e di getti sul busto di cera -
realizzazione di uno stampo in polvere o in sabbia - eliminazione della cera
attraverso la fusione in forno; indurimento nello stampaggio a sabbia - la
fusione del bronzo nel crogiolo - la colata del metallo fuso nello stampo - il
raffreddamento - la rifinitura del busto in bronzo. I busti in bronzo di piccole
dimensioni possono essere colati pieni, mentre i busti in bronzo più grandi
saranno vuoti per i seguenti motivi: al fine di ridurre lo spreco del metallo e
quindi il costo del busto in bronzo - per ridurre il peso del busto in bronzo -
per la solidità:in effetti un busto in bronzo vuoto è più solido di uno
equivalente ma pieno - per evitare le alterazioni causate dal ritiro di una
massa di metallo troppo grande. Tecnica della fusione a cera persa dei
busti in bronzo: questo processo, che è il più antico, era già
conosciuto dagli Egizi. Ne è stato fatto largo uso durante l’epoca classica
greca con una notevole produzione di busti in bronzo, così come nel Rinascimento
italiano. Benvenuto Cellini racconta nelle sue memorie, come ha colato la statua
in bronzo del Perseo nel suo studio. Questo caso è probabilmente eccezionale
perché la maggior parte degli scultori per la fusione dei loro busti in bronzo
si rivolgevano a fonderie specializzate, al quale affidavano il loro modello
originale in gesso o argilla. Il metodo indiretto: viene
utilizzato quando si desidera riprodurre un busto in bronzo gia realizzato in
altri materiali, eccetto la cera. Lo scultore deve, prima di tutto, fare uno
stampo del busto da riprodurre. Una volta terminato lo stampo, che potrà essere
in gelatina, oppure in gesso composto da più elementi o in caucciù silicone, gli
si colerà dentro la cera.