I monumenti Scaramelliani
Scaramella studio di scultura
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1997/1998/1999/2000 Comune di Volpiano (TO) Monumento Funebre h. cm. 400x400x400

 

 

Volpiano è un centro agricolo ed industriale del Basso Canavese che dista circa 16 chilometri da Torino. Quasi tutto in pianura, solo verso ovest si estende sull'altipiano e sui fianchi della Vauda. E' attraversato da vari corsi d'acqua tra cui il torrente Malone, il torrente Bendola, il Rio S. Giovanni ed il Rio Ritano. E' servito dalla ferrovia Canavesana che lo collega con Torino e con i principali centri del Canavese (Rivarolo, Courgnè, Castellamonte,..) E' sede del casello autostradale della Torino-Aosta, da cui è facilmente raggiungibile la Tangenziale Nord di Torino e dista 4 chilometri dalla Torino-Milano. Ha una frazione, Cascine di Malone, posizionata a nord-est rispetto al centro abitato, lungo la riva sinistra del torrente Malone, a circa 3 km dal centro. L'aeroporto di Caselle è a circa 12 chilometri.È attraversato da vari corsi d'acqua tra cui il torrente Malone, il torrente Bendola, il Rio San Giovanni ed il Rio Ritano. Ha una frazione, Cascine di Malone, posizionata a nord-est rispetto al centro abitato, lungo la riva sinistra del torrente Malone, a circa 3 km dal centro. È sede del casello autostradale della Torino-Aosta (nella zona est del paese) e dista pochi chilometri dalla Torino-Milano. La storia di Volpino. Volpiano si trova al margine nord-ovest della bassa padana, ai piedi di un piccolo altopiano di nome Vauda, dal nome tedesco Wualda che significa "selva". Nel 25 a.C. Questo territorio, abitato dai Salassi e dai Taurini, divenne parte dell'impero Romano perché Cesare sconfisse i Salassi. I Romani non si limitano a conquistare ma anche a costruire strade dette Romee. Da Volpiano passava la strada romea che collegava Augusta Taurinorum (Torino) ad Eporedia (Ivrea) e ad Augusta Pretoria (Aosta). Nel V e VI secolo, Volpiano subì le invasioni barbariche e fu sottomessa dai Longobardi. Intorno al 560 venne costruito il castello di Volpiano sulla punta estrema della Vauda per controllare la zona circostante. Nel 771 Carlomagno mosse guerra contro i Longobardi avviando la riunificazione europea che portò alla costituzione del Sacro Romano Impero. Carlomagno, che non poteva controllare l'impero personalmente, lo divise in parti affidate a uomini di sua fiducia, dando origine al Feudalesimo ma i feudatari cercarono maggiore autonomia e fra essi il conte Roberto da Volpiano, che si sposò con Perinzia, figlia del re d'Italia Arduino. Ebbero quattro figli, Goffredo, Nitardo, Guglielmo, Roberto Iunior. Nel 950 Berengario II si ribellò a Ottone I e Roberto da Volpiano, al servizio di Berengario, si trovò a difendere il Castello di San Giulio sul lago d'Orta e dopo aspri scontri e aver dimostrato più volte la sua fedeltà dovette arrendersi. Ma per riconoscimento del suo valore in guerra Ottone stesso battezzò Guglielmo, uno dei figli di Roberto. Guglielmo fu un grande uomo del suo tempo: fu abate, musico, architetto e partecipò alla riforma dell'abbazia di Cluny. Ereditò il nome "da Volpiano" dal padre, ma anche per la grande opera che svolse sul territorio di Volpiano. Fu incaricato di progettare e costruire l'Abbazia della Fruttuaria che divenne famosissima in tutta Europa: batteva moneta e teneva contatti per tutto il territorio europeo con migliaia di monaci negli anni del suo massimo splendore. Intorno al 1080 Volpiano divenne un Comune. Nel 1339 i feudatari del Canavese si diedero guerra e Volpiano perse la sua autonomia e se ne impossessò il marchese Giovanni di Monferrato, che alla sua morte non avendo figli adulti lasciò il territorio all'Abbazia. Nel 1435 Volpiano venne ceduta a Amedeo III di Savoia che approfittò della morte dell'abate per impossessarsene. Nel 1536 Volpiano prese parte alla guerra tra Francesco I di Francia e Carlo V. Schierata dalla parte degli Spagnoli, attaccò più volte i Francesi che avevano occupato Torino, ma nel 1555 i Francesi assediarono Volpiano e distrussero il castello. Nel 1631 con il trattato di Cherasco Volpiano passò sotto il dominio sabaudo con il duca Vittorio Amedeo I. Negli anni che seguirono tutto andò bene fino a quando Napoleone conquistò l'Italia. Nel 1815 con il congresso di Vienna venne ridato ai Savoia. Il resto è storia recente: Volpiano divenne parte dell'Italia con i Savoia e alla prima (1917) e alla seconda (1939) guerra mondiale seguirono i giorni d'oggi. La cultura. Volpiano, pur essendo un paese di piccole dimensioni, possiede una vita culturale intensa, relativa ai seguenti aspetti: Monumenti, Associazioni culturali come "Terra di Guglielmo" e Pro-loco, Manifestazioni come spettacoli, teatro, mostre, musica, concorsi (poesia), proiezioni di film. A Volpiano si organizzano anche delle manifestazioni per far conoscere le risorse storiche e culturali del paese, come "Volpiano Porte Aperte" è una manifestazione che viene organizzata da alcuni anni dall'associazione "Terra di Guglielmo", questa manifestazione si occupa di far imparare alla gente il passato culturale ed anche il presente di Volpiano. Tra le associazioni culturali di Volpiano ha un ruolo significativo la Banda Musicale: l'associazione "Filarmonica Volpianese". Fondata per mezzo di una delibera del Comune nel 1956, essa si occupa di allietare il pubblico durante le pubbliche manifestazioni e una volta all'anno organizza il concerto di S. Cecilia, protettrice dei musici, il 4 novembre. I monumenti. La Chiesa parrocchiale. Questa chiesa è nata come cappella de Castello, fatta costruire per ordine di re Arduino, nel 1014 circa, da Guglielmo da Volpiano. La chiesa parrocchiale presenta le linee di uno stile semigotico ma è stata ricostruita molte volte, a causa di continui ampliamenti e ristrutturazioni. La chiesa a tre navate ha una bella ed elegante facciata con degli affreschi del Reffo. L'altare è in stile barocco ed è costruito con marmi. La statua nella parte a destra dell'altare (dopo una colonna d'archi), rappresenta una madonna con Gesù bambino in braccio ed è stata costruita da Stefano Clemente, autore del Gesù in croce che si trova dietro all'altare. Nella chiesa c'è anche un organo a quarantatre canne, costruito in stile moresco intorno all'anno 1884. I dipinti sono stati fatti dai pittori Morgari, Reffo, Defendente Ferrari. Il campanile è in stile bizantino ed è munito di un ottimo concerto di campane. La Chiesa della Confraternita. La chiesetta è stata costruita intorno all'anno 1731 su disegno dell'architetto Antonio Maria Lampo in puro stile barocco e venne chiamata Chiesa nuova (Gesia neuva). È il monumento più pregevole del paese e tra le migliori costruzioni barocche della zona. Venne costruito con i materiali di recupero, provenienti dalla mura del castello. Il progetto dell'architetto Lampo risente delle sperimentazioni spaziali che lo Juvarra stava sperimentando in quegli anni. La chiesa presenta una pianta centrale leggermente ovale a cui segue un breve corridoio di passaggio ad uno spazio ovale più piccolo dove è situato l'altare e un bel coro ligneo lungo la parete di fondo. Sopra la porta d'ingresso c'è l'organo a canne. La Chiesa di San Rocco. Nel 1683 la comunità volpianese dopo una epidemia di peste decise di ricostruire una vecchia cappella in onore di San Rocco, protettore dalla peste. All'interno della cappella si trovano 5 dipinti eseguiti su tela, uno dei quali rappresenta San Rocco e San Sebastiano. Sopra l'altare c'è un crocifisso che risale al 1600. Anche in questa chiesa c'è un organo costituito da 300 canne, alcune ricostruite, altre originali. L'organo è stato restaurato intorno al 1900, infatti è caratterizzato dai tasti in avorio tipici dell'epoca. 100 a.C. - 500 d. C.: la selva Vulpia o Vulpiana è abitata dai Salassi, popolazione di origine germanica. Intorno all'anno 140 a.C. i Romani sconfiggono i Salassi e Volpiano diviene parte dell'impero Romano. 500 a.C. - 950 d. C. circa: probabilmente anche il territorio volpianese è teatro delle alterne vicende connesse alle invasioni barbariche, finchè viene assoggettato dai Longobardi. Dopo la sconfitta inflitta a questi ultimi da Carlo Magno e la conseguente riorganizzazione del territorio, Volpiano diviene parte della Marca d'Ivrea. Secolo X: per un breve periodo Volpiano fa parte a sé, come feudo indipendente del Conte Roberto. II figlio Guglielmo da Volpiano, con l'aiuto dei fratelli e del re Arduino, intorno all'anno 1000 fonda sulla riva sinistra del Malone l'Abbazia di Fruttuaria. La Badia, sciolta da autorità civili ed ecclesiastiche, forma uno stato libero che, preso il posto del feudo di Volpiano ed assorbitone il territorio, durò fino al principio del secolo XVII. 1339: Scoppiano ostilità tra i feudatari del Canavese e Volpiano perde la sua indipendenza, divenendo dominio del Marchese del Monferrato. 1435: Volpiano viene ceduta ad Amedeo III di Savoia. 1555: Il Castello di Volpiano, dopo un lungo assedio, è distrutto dai Francesi. 1631: In seguito al trattato di Cherasco, con cui si smembrò il Monferrato, Volpiano è definitivamente assegnata alla Casa dei Savoia. 1678: Peste a Volpiano. In questo periodo vi furono a Volpiano 40 decessi per la peste. 1683: Costruzione della Chiesa di San Rocco, per voto fatto dalla comunità a ringraziamento della fine della pestilenza. 1692: Formazione del Registro Catastale dei terreni di Volpiano. 1729-1737: Costruzione (o ricostruzione) della Chiesa della Confraternita detta Chiesa Nuova su progetto dell'Arch. Lampo. 1734: Volpiano conta 2536 abitanti. 1744: Ampliamento e ricostruzione del Santuario della Madonna delle Grazie . 1800: Rivoluzione Francese. Occupazione francese di Volpiano e Canavese. 1806: Costruzione del Cimitero in Piazza Madonna. 1820: Ricostruzione della Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo che (a quanto risulta da studi in corso) fu costruita (o ricostruita) da Guglielmo da Volpiano. 1820: Volpiano conta 2990 abitanti. 1856: Costruzione dell'Organo della Chiesa Confraternita ad opera di Felice Bossi. 1863: Apertura dell'asilo d'infanzia del quale fu massimo promotore il Conte Avv. Teodoro Messea. 1865-1870: Costruzione dell'Ospedale' di Carità (ora casa di riposo "Ospedale Giovanni Arnaud"). Al piano terreno dell'ospedale c'è la cappella dedicata alla Consolata: l'icona dell'altare rappresentante la vergine della Consolata fu dipinta dallo stesso Arnaud. 1888: Costruzione dell'Organo della Chiesa Parrocchiale SS. Pietro e Paolo ad opera del Bernasconi. 1901: Volpiano conta 6028 abitanti.  1906: Istituzione dell'ospizio per i poveri vecchi (per opera di Mons. Vaschetti). 1951: Volpiano conta 5166 abitanti. 1982: Volpiano conta 10770 abitanti. Il pittore Luigi Togliatto Amateis realizza per l'amministrazione una "pala storica" che riassume la storia del nostro comune. 2000: Volpiano conta 13159 abitanti. 2003: Volpiano conta 13521 abitanti. 2004: Volpiano conta 13898 abitanti. Sono inoltre presenti sul nostro territorio altri edififici o monumenti degni di nota: - Monumento ai Bersaglieri situato in Piazza Cavour - Monumento agli Alpini situato all'ingresso sud del paese, al termine di via Trento.  - Parco della Rimembranza, dedicato ai caduti di tutte le guerre, situato sulla via Brandizzo angolo via Trieste, con la Cappella dedicata a N.S. di Loreto. Inoltre sono presenti sul territorio le seguenti cappelle, sorte tra il XVIII e XIX secolo nelle borgate volpianesi in onore dei Santi a cui si affidavano i raccolti e caratterizzate nella loro facciata di un atrio più o meno spazioso; sono ancora oggi centro di aggregazione per i borghi volpianesi, che, nella maggior parte dei casi, organizzano la festa del borgo in occasione della ricorrenza del Santo: - Cappella di San Grato - via Trento, angolo via San G rato; - Cappella di San Michele - via Pinetti; - Cappella di Santa Caterina - via Lombardone;  - Cappella di San Giovanni - via Ciriè; - Cappella di Santa Teresa - Regione Casne; - Cappella Madonna delle Vigne - via Vauda; - Cappella Madonna Pellegrina - Cascine Malone.

Gennaro Miale. A Volpiano la famiglia Miale-Vignanelli ha fatto costruire la sua tomba di famiglia. La costruzione non è fine a se stessa, cioè non assolve solo il compito tradizionale, ma vuole essere un messaggio di speranza e di fede per tutti quelli che vi si accostano. Miale Gennaro con essa non ha ceduto alla vanità o a mania di grandezza, ma chiamando a lavorarvi dei valenti artisti, ha adempiuto ad un voto di gratitudine verso la Madonna per la guarigione ottenuta. Il simbolismo dell’opera voluta da Gennaro Miale prende il suo avvio dalla “Grotta di Lourdes” (riprodotta all’interno della tomba di famiglia) dove, per sottolineare il miracolo avvenuto: il malato con la gamba ingessata che scende dalla barella (dono del cugino Mimmo D’Automo), è plasmato nell’argilla rossa. Il tutto si dipana poi sulle pareti esterne della tomba di famiglia di Miale Gennaro dove, su quella est, compare in bassorilievo la processione dei fedeli sovrastata dalle mani giunte che sgranano il rosario; la Madonna nelle sue apparizioni, si è sempre raccomandata la recita del rosario! Intorno a quelle mani in preghiera e forti del dono di alleviare il dolore agli altri (le mani di Miale Gennaro), come una corolla di petali, si aprono sei sculture in bassorilievo riportanti alcuni miracoli compiuti da Gesù. In alto da sinistra a destra vediamo: La  Creazione del Cielo e della Terra – La guarigione del lebbroso – La vista ridata al cieco di Betsàida. Nella parte inferiore del muro compaiono: La Resurrezione di Gesù – Il figlio richiamato in vita, della vedova della città di Nain – La Resurrezione di Lazzaro di Betània. Sulla parete a Nord (della tomba di Volpiano) è scolpita la caduta di Gesù mentre, sotto il peso della croce e degli aguzzini, sale al Calvario; lo circondano  Maria Addolorata e due soldati romani, dei quali uno è munito di flagello e l’altro tiene alla catena il prigioniero. Questa scena è altamente drammatica e ci ricorda il martirio divino subito a causa dei peccati commessi dall’umanità; il mondo, infatti, sovrasta e sembra gravare sulle spalle del Messia. Le iniziali di varie località del mondo (Parigi, Edimburgo, Cipro, Corinto, Atene, Tokyo, Oslo, Roma , Istanbul) vengono a formare la parola “Peccatori”. Il martirio culmina nella parete ovest (della tomba di Gennaro Miale) con la crocefissione di Cristo, il quale pur morente, non cessa di vegliare sui suoi figli (ha gli occhi aperti che guardano la terra) dimostrandoci così, pure nel supremo sacrificio, il so immenso amore per noi. Le fattezze orientaleggianti del volto del Salvatore vogliono simboleggiare il Dio di tutte le genti. Alla sinistra del Crocifisso, un grande libro riporta a lettere dorate una poesia di Sant’Agostino che concretizza il messaggio d’amore che il Messia ci ha lasciato: “La morte non è la fine, ma è la nascita della nostra vera vita”. Giungiamo infine sulla parte frontale della cappella di famiglia di Gennaro Miale dove spicca (in pietra di Ormea, come tutte le altre opere) la scultura della Santa Sindone, il sacro lino che ha accolto il corpo di Gesù ed è stato testimone diretto della sua Resurrezione. Essa è il culmine dell’opera, in quanto ci riporta al trionfo della resurrezione: “Gesù Cristo ha vinto i nostri peccati e la vita eterna è vittoriosa sulla morte.” Questa è la più grande e sublime speranza che il Messia ci ha lasciato: “Un giorno anche noi saremo vivi con Lui nella Luce Eterna”. Gli scultori della famiglia Scaramella hanno realizzato questa opera di scultura. L’opera si sviluppa sulle pareti della cappella di famiglia del signor Gennaro Miale e consorte, signora Maria Grazia Vignanelli. Gli Scaramella hanno portato in forma tridimensionale su queste quattro pareti, di quattro metri per quattro ognuna, con l’antico linguaggio della scultura (cioè in figure scolpite nella pietra), il forte messaggio di fede e di amore di queste persone, in modo leggibile per tutti e nel tempo.  Relazione Monumento Funebre. Esecuzione: L’intera opera di Scultura è stata realizzata nella sede del Laboratorio di Scultura di Front sull’attuale via Babiasso, dal 1997 al 2000 attravero la preparazione degli spessori di marmo, lo sgrossamento dei blocchi, le relative prove visive, il completamento delle finiture, l’assemblaggio delle parti. Il nucleo scultoreo viene rappresentato attraverso la realizzazione di quattro pareti monumentali dove vengo descritte alcune storie della vita di Cristo.  L’opera, progettata, realizzata e collocata, costituisce un patrimonio culturale da difendere, stimola la fantasia e la creatività, innalza l’immagine collettiva della comunità. Significato dell’opera: Si tratta di un’opera Monumentale dedicata ad un miracolo. Il committente ha fortemente voluto, in segno di gratitudine per la grazia ricevuta, dedicare questa scultura alla Madonna di Lourdes, affinché, il suo significato religioso e di profonda fede, possa rimanere nel tempo ed essere trasmesso alle nuove generazioni. La struttura visiva è stata realizzata in quattro parti: la prima è costituita dalla figura della Sindone; la seconda è costituita da due grosse mani che sorreggono un rosario e dalle storie dei miracoli di Cristo; la terza è costituita dalla figura di Cristo in croce e dal grande libro dove è incisa una poesia di Sant’Agostino;La quarta è costituita dalla passione di Cristo. L’opera monumentale è collocata nel cimitero di Volpiano (TO). L’opera di scultura é stata progettata e realizzata in quattro anni, dal 1997 al 2000 da Nicola Scaramella e dalla sua famiglia (Ugo Scaramella – Samuele Scaramella – Giuseppina Mondazzi Scaramella) del Laboratorio di Scultura di Front. Materiali: L’opera complessiva è stata eseguita in marmo nuvolato del Piemonte (Cave di Ormea).Nicola Scaramella.